mercoledรฌ 31 gennaio 2024

Esiti del IV Premio internazionale di Poesia "PASSAPAROLA"... pensa, ascolta, scrivi


Il TEMA proposto alla quarta edizione รจ stato il seguente: 

COME LE RONDINI
ritrovare il borgo natio

"Ritrovarsi…fra lo scirocco e le reti dei pescatori, alla fontana del paese fra zampilli e tenere fra le mani pietre lisce e rugosi lapilli. Attraversare il ponte per arrivare alla chiesetta e scorgere da lontano il campanile che svetta. Fra il silenzio della neve, il vociare e una canzone…i giorni lieti della calda stagione dove il tempo odorava di pane, di scommesse… Oggi le radici raccontano di sogni realizzati o di smarrite promesse".


Elenco delle 60 opere selezionate per l'antologia del Premio in ordine alfabetico, e a seguire le opere selezionate con menzione speciale.


 Il borgo dell'anima di ๐—ฉ๐—ฒ๐—น๐—ถ๐—ฎ ๐—”๐—ถ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ผ
 Questa aria รจ il tuo respiro di ๐— ๐—ผ๐—ป๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ ๐—”๐—บ๐—ฎ๐—ฑ๐˜‚๐—ฐ๐—ฐ๐—ถ
 Terra mia di ๐—ง๐—ถ๐˜‡๐—ถ๐—ฎ๐—ป๐—ฎ ๐—”๐—บ๐—ฒ๐—ป๐—ฑ๐—ผ๐—น๐—ฎ
 Catene di ๐—ฃ๐—ฎ๐—ผ๐—น๐—ผ ๐—”๐—ป๐—ด๐—ฒ๐—น๐˜‚๐—ฐ๐—ฐ๐—ถ
 Lontana terra mia di ๐—”๐—ป๐—ด๐—ฒ๐—น๐—ฎ ๐—•๐—ฎ๐—ฑ๐—ฎ๐—น๐˜‚๐—ฐ๐—ฐ๐—ผ
 Costacciaro di ๐—–๐—ถ๐—ป๐˜‡๐—ถ๐—ฎ ๐—•๐—ฎ๐—ฟ๐—ฎ๐˜ƒ๐—ถ๐—ป๐—ถ
 Come le rose di ๐—ฅ๐—ผ๐˜€๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—•๐—ฒ๐—น๐—น๐—ถ
 Via Giosuรจ Toni di ๐—ฅ๐—ถ๐˜๐—ฎ ๐—•๐—ผ๐—ฐ๐—ฐ๐—ฎ๐—ฐ๐—ฐ๐—ถ
 Ritorno a casa di ๐—ฅ๐—ถ๐—ป๐—ฎ ๐—•๐—ผ๐—ป๐˜๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ถ
 Barga di ๐—ฉ๐—ฎ๐—น๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ป๐—ฎ ๐—•๐—ฟ๐—ฎ๐—ฐ๐—ฐ๐—ถ๐—ป๐—ถ
 C'era lla vita di ๐—”๐—ป๐—ด๐—ฒ๐—น๐—ผ ๐—–๐—ฎ๐—ป๐—ถ๐—ป๐—ผ
 Tra le nuvole la luna di ๐—š๐—ถ๐˜‚๐˜€๐—ฒ๐—ฝ๐—ฝ๐—ฒ ๐—–๐—ฎ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐˜‚๐—ผ๐—ป๐—ด๐—ผ
 Ricordi di ๐—•๐—ฒ๐—ฟ๐—ป๐—ฎ๐—ฟ๐—ฑ๐—ผ ๐—–๐—ฎ๐—ฟ๐—ผ๐—น๐—น๐—ผ
 Perchรฉ papร  di ๐—ฅ๐—ผ๐—บ๐—ฒ๐—ผ ๐—”๐—ป๐˜๐—ผ๐—ป๐—ถ๐—ผ ๐—–๐—ฒ๐—ฐ๐—ฐ๐—ฎ๐—ป๐—ด๐—ฒ๐—น๐—ถ
 Come pronunciare un addio di ๐—•๐—ฟ๐˜‚๐—ป๐—ผ ๐—–๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ๐—บ๐—ผ
 Spettri di pietra di ๐—œ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ป๐—ผ ๐—–๐—ต๐—ถ๐˜€๐˜๐—ฒ̀
 Il mio borgo marinaro di ๐—™๐—ฟ๐—ฎ๐—ป๐—ฐ๐—ฒ๐˜€๐—ฐ๐—ผ ๐—–๐—ถ๐—ฐ๐—ฐ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ถ
 Come le rondini di ๐—”๐—ป๐˜๐—ผ๐—ป๐—ถ๐—ผ ๐—–๐˜‚๐—ฟ๐—ฟ๐—ถ
 Acquerello di ๐— ๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ๐—ผ ๐——๐—ฎ๐—ถ๐—ป๐—ฒ๐˜€๐—ฒ
 Bevagna nel cuore di ๐—–๐—ฎ๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐—ป๐—ฎ ๐——'๐—”๐˜€๐—ฐ๐—ฒ๐—ป๐˜‡๐—ผ
 Le parole della mia terra di ๐—–๐—ฟ๐—ถ๐˜€๐˜๐—ถ๐—ป๐—ฎ ๐——๐—ฒ๐—ฎ๐—ป
 Al mio caro borgo di ๐— ๐—ถ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ๐—น๐—ฒ ๐——๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—ฃ๐—ผ๐—ฟ๐˜๐—ฎ
 Il rumore del silenzio di ๐—š๐—ฟ๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ฎ ๐——๐—ผ๐˜๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ
 Riposo di luoghi di ๐— ๐—ฒ๐—น๐—ฎ๐—ป๐—ถ๐—ฎ ๐—™๐—ฒ๐—ฟ๐—ฟ๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ
 A Bologna di ๐—™๐—ถ๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ๐—ป๐˜‡๐—ฎ ๐—™๐—ถ๐—ป๐—ฒ๐—น๐—น๐—ถ
 L'anima di Cingoli di ๐—ฆ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฎ ๐—™๐—ฟ๐—ฎ๐—ป๐—ฐ๐˜‚๐—ฐ๐—ฐ๐—ถ
 Ti ho cercato di ๐—š๐—ฎ๐—ฏ๐—ฟ๐—ถ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—™๐˜‚๐˜€๐—ถ
 Tra case di sassi di ๐— ๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ ๐—™๐—ฟ๐—ฎ๐—ป๐—ฐ๐—ฒ๐˜€๐—ฐ๐—ฎ ๐—š๐—ถ๐—ผ๐˜ƒ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ถ
 Nel nido del cuore di ๐—”๐—ด๐—ป๐—ฒ๐˜€๐—ฒ ๐—š๐—ถ๐—ฟ๐—น๐—ฎ๐—ป๐—ฑ๐—ฎ
 Ho scelto la restanza di ๐—ฅ๐—ผ๐—บ๐˜‚๐—ฎ๐—น๐—ฑ๐—ผ ๐—š๐˜‚๐—ถ๐—ฑ๐—ฎ
 Echi di passati futuri di ๐— ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฐ๐—ผ ๐—Ÿ๐—ฎ๐—บ๐—ผ๐—น๐—ถ๐—ป๐—ฎ๐—ฟ๐—ฎ
 Borgo d'un tempo di ๐—œ๐˜๐—ฎ๐—น๐—ผ ๐—Ÿ๐—ฎ๐—ป๐—ฑ๐—ฟ๐—ถ๐—ป๐—ถ
 Liete stagioni di ๐—ฃ๐—ถ๐—ฒ๐˜๐—ฟ๐—ผ ๐—Ÿ๐—ฎ๐—ฝ๐—ถ๐—ฎ๐—ป๐—ฎ
 La festa del patrono di ๐—˜๐—น๐—ถ๐˜€๐—ฎ๐—ฏ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ฎ ๐—Ÿ๐—ถ๐—ฏ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ
 Borgo che fu di ๐—š๐—ถ๐—ผ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ป๐—ป๐—ถ ๐— ๐—ฎ๐—ฐ๐—ฟ๐—ถ̀
 Dai pendii dei Vibi di ๐——๐—ฒ๐—ฎ๐—ป๐—ป๐—ฎ ๐— ๐—ฎ๐—ป๐—ป๐—ฎ๐—ถ๐—ผ๐—น๐—ถ
 Contursi Terme di ๐—ฅ๐—ฎ๐—ณ๐—ณ๐—ฎ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐— ๐—ฎ๐—ฟ๐—ผ๐—น๐—ฑ๐—ฎ
 Gli ulivi respiravano d'argento di ๐—”๐˜€๐˜€๐˜‚๐—ป๐˜๐—ถ๐—ป๐—ฎ ๐— ๐—ฎ๐—ฟ๐˜‡๐—ผ๐˜๐˜๐—ฎ
 La carezza di ๐—ฅ๐—ถ๐˜๐—ฎ ๐— ๐—ฎ๐˜‡๐˜‡๐—ผ๐—ป
 Note di Silenzio e di Cristallo di ๐—”๐—น๐—ฒ๐˜€๐˜€๐—ถ๐—ผ ๐— ๐—ถ๐—ด๐—น๐—ถ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ฎ
 Vicoli e memorie di ๐—š๐—ถ๐˜‚๐˜€๐—ฒ๐—ฝ๐—ฝ๐—ฒ ๐— ๐—ผ๐—ฑ๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ
 Degli infiniti ritorni di ๐—ก๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐—ป๐—ฎ ๐—ก๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐—ป๐—ฎ ๐—ฃ๐—ผ๐—ด๐—ด๐—ฒ๐˜€๐—ฒ
 Il luogo del cuore di ๐—Ÿ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฎ ๐—ฃ๐—ฎ๐—ฐ๐—ฒ
 Paese nel silenzio di ๐—ž๐—ฒ๐—น๐—ถ๐˜๐—ฎ ๐—ฃ๐—ฎ๐—ป๐—ฎ๐—ฐ๐—ฐ๐—ถ
 Il tocco della primavera di ๐—š๐—ถ๐˜‚๐—น๐—ถ๐—ฎ๐—ป๐—ฎ ๐—ฃ๐—ฒ๐—ฝ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ผ๐—ป๐—ถ
 Paesaggio di ๐—ฆ๐˜๐—ฒ๐—ณ๐—ฎ๐—ป๐—ผ ๐—ฃ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ๐˜€๐˜€๐—ถ๐—ป๐—ถ
 Piuma di ๐—ฉ๐—ฎ๐—น๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ ๐—ฃ๐—ฒ๐˜๐—ฟ๐˜‚๐˜‡๐˜‡๐—ฒ๐—น๐—น๐—ถ
 Ritorno nella casa dei nonni di ๐—”๐—น๐—ฒ๐˜€๐˜€๐—ฎ๐—ป๐—ฑ๐—ฟ๐—ผ ๐—ฃ๐—ผ๐—ฟ๐—ฟ๐—ถ
 Un posto raro di ๐—š๐—ถ๐—ผ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ป๐—ป๐—ถ ๐—ฃ๐˜‚๐—น๐—ฐ๐—ถ
 Magia Antica di ๐—ฆ๐˜๐—ฒ๐—ณ๐—ฎ๐—ป๐—ถ๐—ฎ ๐—ฅ๐—ผ๐—ป๐˜‡๐—ถ๐˜๐˜๐—ถ
 Settembre dorato di mosto e di vino di ๐— ๐—ฒ๐—น๐—ฎ๐—ป๐—ถ๐—ฎ ๐—ฅ๐—ผ๐˜€๐˜€๐—ฒ๐—น๐—น๐—ผ
 Ritorno al paese di ๐—–๐—น๐—ฎ๐˜‚๐—ฑ๐—ถ๐—ฎ ๐—ฅ๐˜‚๐˜€๐—ฐ๐—ถ๐˜๐˜๐—ถ
 A ccu ha scutari di ๐—๐—ผ๐˜€๐—ฒ́ ๐—ฅ๐˜‚๐˜€๐˜€๐—ผ๐˜๐˜๐—ถ
 Qalat-An-Nisa di ๐—˜๐—ป๐˜‡๐—ฎ ๐—ฆ๐—ฝ๐—ฎ๐—ด๐—ป๐—ผ๐—น๐—ผ
 Montalto di ๐—ฅ๐—ผ๐˜€๐—ฎ๐—น๐—ฏ๐—ฎ ๐—ฆ๐—ฝ๐—ฎ๐—ด๐—ป๐—ผ๐—น๐—ผ
 Una forma d’infinito di ๐—”๐˜€๐˜€๐˜‚๐—ป๐˜๐—ฎ ๐—ฆ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฑ๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ๐˜๐—ผ
 Nuvole di profumo di ๐—™๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—บ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ฎ ๐—ง๐—ฎ๐˜ƒ๐—ผ๐˜€๐—ฎ๐—ป๐—ถ๐˜€
 Il tuo venirmi incontro di ๐— ๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ๐˜€๐—ฎ ๐—ง๐—ฟ๐—ฎ๐—ฏ๐—ฎ๐—น๐˜‡๐—ฎ
 Torino, Ti amo di ๐—š๐—ฎ๐—ฏ๐—ฟ๐—ถ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ ๐—ฉ๐—ฎ๐—ถ
 Coriandoli d'infanzia di ๐— ๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ ๐—™๐—ถ๐—ผ๐—ฟ๐—ฒ๐—ป๐˜‡๐—ฎ ๐—ฉ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฑ๐—ฒ

 ๐— ๐—˜๐—ก๐—ญ๐—œ๐—ข๐—ก๐—œ ๐—ฆ๐—ฃ๐—˜๐—–๐—œ๐—”๐—Ÿ๐—œ
 Il mio paese natio di ๐—”๐—ป๐—ฑ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฎ ๐—”๐—ป๐˜€๐—ฒ๐˜ƒ๐—ถ๐—ป๐—ถ
 Borgo di ๐—Ÿ๐˜‚๐—ฐ๐—ฎ ๐—•๐—ถ๐—ฎ๐—ป๐—ฐ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฑ๐—ถ
 Voci di paese di ๐—ง๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ๐˜€๐—ฎ ๐—•๐—น๐—ฎ๐˜€๐—ถ
 Dove perpetuo risorge il vagito di ๐—–๐—น๐—ฎ๐˜‚๐—ฑ๐—ถ๐—ผ ๐—–๐—ฎ๐—น๐—ฑ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ถ
 Casolare Natio di ๐—™๐—ฟ๐—ฎ๐—ป๐—ฐ๐—ผ ๐—–๐—ฎ๐—น๐˜‡๐—ผ๐—น๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ
 รˆ lร , la felicitร  di ๐—•๐—ฒ๐—น๐—ถ๐—ป๐—ฑ๐—ฎ ๐—–๐—ฎ๐—ฝ๐—ฝ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฒ๐˜๐˜๐—ถ
 Cammino di ๐——๐—ฒ๐—บ๐—ผ ๐— ๐—ฎ๐—ฟ๐˜๐—ฒ๐—น๐—น๐—ถ
 Il silenzio di ๐—”๐—น๐—ฑ๐—ผ ๐—ฃ๐—ฎ๐—น๐—บ๐—ฎ๐˜€
 Il mio fiore di ๐—•๐—ฒ๐—ป๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ถ๐—ป๐—ผ ๐—ฅ๐˜‚๐—ด๐—ต๐—ถ
 Via Fonte di ๐— ๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ๐˜€๐—ฎ ๐—ฉ๐—ฎ๐—น๐—น๐—ผ๐˜€๐—ฐ๐˜‚๐—ฟ๐—ผ

Presidente del Premio Flavia Scebba

Le premiazioni si  terranno a Spello presso il Teatro Subasio, in data domenica 3 Marzo alle ore 10.



martedรฌ 23 gennaio 2024

Intervista a Davide R. Colacrai, Premio della Critica "Gabriella Valera Gruber" al XVIII Premio letterario NCC

"Spogliata da tutte le pretese e le aspettative,
spogliata da una tradizione che l’ha snaturata
in uno sbadiglio lontano dalla gente,
nuda nei suoi versi, la poesia siamo noi"


Colacrai รจ un poeta dallo stile inconfondibile, elegante e sciolto. Ha cominciato a farsi notare giร  dal 2008 tastando il terreno dei Concorsi letterari, competizioni che gli hanno consentito di collezionare diversi consensi, e non solo in Italia.

Purtroppo per noi, l’idea di riservare un’intervista a questo particolare artista non รจ per nulla un fatto nuovo. Di Davide Rocco Colacrai, infatti, grazie a diverse interviste, recensioni e note biografiche reperibili in rete, possiamo dire di saperne a sufficienza

e dunque, prima di partire con le domande, ci permettiamo di fare un breve riepilogo:

Nato a Zurigo, da piรน di vent’anni vive e lavora in provincia di Arezzo. Laureato in Giurisprudenza nel 2010, dopo la specializzazione e un Master Universitario di II Livello in Psichiatria forense e Criminologia, oggi svolge la professione di Giurista e Criminologo. Di recente ha dato alla luce la sua decima silloge dal titolo “D come Davide-Storie di plurali al singolare”.


A proposito di quest’ultima creatura, sicuramente avrai in programma una nuova presentazione, ci dici dove e quando?, e soprattutto vorremmo che tu ci rivelassi qualche dettaglio dello spettacolo teatrale che avrai sicuramente preparato anche per quest’ultimo lavoro.

Per prima cosa vorrei ringraziarti per l’ospitalitร . Confesso che non vedo l’ora di partire con uno spettacolo di – come amo definirlo io – poesia in teatro, con cui portare i miei versi alle persone e riflettere insieme sulla Storia Contemporanea, affinchรฉ si possa formare un pensiero critico con cui crescere umanamente e difendersi e con cui evitare la ripetizione di giudizi e pregiudizi che abbiamo giร  sperimentato e dai quali forse abbiamo imparato poco o niente. Perchรฉ il vero obiettivo di questi spettacoli รจ proprio questo: riscoprire la poesia come essenza viva, e fare in modo che essa possa stimolare la curiositร , e con la curiositร  uno studio o almeno un approfondimento dei fatti e delle persone di cui i versi si fanno portatori e cosรฌ condurre ad una riflessione su noi stessi e sul contesto storico nel quale viviamo. Spogliata da tutte le pretese e le aspettative, spogliata da una tradizione che a mio avviso l’ha snaturata in uno sbadiglio lontano dalla gente, nuda nei suoi versi la poesia siamo noi. E spero che chi mi leggerร  e che mi ascolterร  si lascerร  prendere per mano per raggiungere insieme quella che per alcuni sarร  una scoperta e per altri una consapevolezza, cioรจ che la poesia รจ qualcosa che vive ed รจ tangibile, e spero di farlo di persona con il mio prossimo spettacolo – minimalista come lo immagino, e intimo anche; uno spettacolo che perรฒ รจ ancora in fase di costruzione.


Tra le altre cose, si legge di te che nel tempo libero ami cimentarti al pianoforte e suonare anche l’arpa. Hai compiuto studi musicali oppure sei un autodidatta? Inoltre, come te la cavi con il solfeggio?

Confermo volentieri di aver iniziato a studiare pianoforte da bambino, in quanto per i miei genitori era importante dare una educazione musicale a tutti figli. Dal pianoforte poi sono passato al flauto, ho cercato di avvicinarmi alla chitarra ma senza successo e per molti anni mi sono allontanato dalla musica. Durante la pandemia mi sono riavvicinato al pianoforte e ho permesso alle mie dita di esercitarsi nuovamente (cosa che pochi sanno essere fondamentale). Tuttavia ho sempre percepito il pianoforte come uno strumento che mi limitasse, che non permettesse una mia espressione al contempo libera e completa. Per questo motivo ho deciso – forse con un po’ di quell’incoscienza che accompagna l’etร  matura e anche con un po’ di coraggio – di fare una nuova esperienza: mi sono iscritto ad un percorso di Musicoterapia e ho acquistato un’arpa. Uno strumento che ho imparato a scoprire allo stesso tempo con pazienza e meraviglia e del quale mi sono piano piano innamorato in quanto รจ lo strumento che, per quanto mi riguarda, si avvicina e mi avvicina di piรน alla poesia: infatti ci sono momenti di straordinaria identificazione con l’Universo: alcuni incredibili nel senso che riesco a percepire l’infinita bellezza che respira intorno a noi, altri dolorosi nella misura in cui vivo l’Universo che piange tutti quei sogni che i suoi figli hanno smesso di sognare.


“La musica รจ una matematica sonora. La matematica, una musica silenziosa” questa la citazione di Edouard Herriot (uomo politico francese dai primi del ‘900, nonchรฉ scrittore), con la quale si esprime circa il noto “Rapporto tra musica e matematica”. Avendo tu come qualitร  anche quella di amare la matematica, visto che durante il tempo libero la insegni, ci dai una definizione di come tu vedi il rapporto tra... poesia e matematica?

A questo proposito, non posso non citare il titolo di uno miei libri: “Asintoti e altri storie in grammi”, edito da Le Mezzelane Casa Editrice nel 2019. Per quanto mi riguarda, vivo la poesia e la matematica come una specie di divertissement nel senso di ritenere che entrambe siano dotate di un meraviglioso senso dell’umorismo: la poesia puรฒ essere dolce e velenosa, la matematica finemente sarcastica. Inoltre entrambe sono, a mio avviso, caratterizzate da un comune denominatore che possiamo cogliere nella loro inafferrabilitร . Entrambe infatti sono la chiave a molteplici e inesplorate dimensioni, che sono in grado di sentire, di percepire e di capire ma che non riesco a spiegare veramente, in modo compiuto, come se le parole non fossero abbastanza o sufficientemente grandi, o meglio: come se si trattasse di un’altra lingua, comprensibile soltanto da quella nostra parte che va oltre i sensi. Infine entrambe amano farsi corteggiare: un giorno e l’altro pure. Quanto detto mi fa pensare che la poesia e la matematica siano entrambe riconducibili all’uomo-anima escludendo per l’uomo-fisico la possibilitร  di conquistarle e farle sue.


Sappiamo di te che, prima di questa edizione, avevi giร  ricevuto in premio la statuina simbolo dell’Associazione: nel 2014 per la Poesia inedita e nel 2016 per la Poesia a valore religioso. Ritieni che da allora ad oggi il tuo stile sia cambiato?

รˆ vero che, negli anni, ho ricevuto piรน volte la bellissima statuina simbolo dell’Associazione, e ne sono profondamente onorato. Sono dell’idea che ogni autore abbia il suo stile con il quale lo possiamo identificare e riconoscere, e anche che questo stile sia un specie di perimento all’interno del quale ci evolviamo continuamente, giorno dopo giorno. Pertanto credo che, rispetto a quando ho iniziato, si sia verificato una scoperta prima e una definizione dopo del mio stile, e attraverso la definizione una maggiore consapevolezza: della parola, del verso, del poeta che gioca a nascondino con i lettori.


“Il ragazzo che salรฌ sulla collina dei poeti – aula N. 418”, questo il titolo della poesia premiata alla 18แตƒ edizione del nostro Premio letterario. Riportiamo di seguito la motivazione al testo del prof. Gianni Antonio Palumbo in quanto vorremmo che l’autore ci fornisse ulteriori coordinate per saperne di piรน, ad esempio da cosa e da chi ha tratto l’ispirazione per comporre un cosรฌ notevole testo.

“Il ragazzo che salรฌ sulla collina dei poeti – aula n. 418 รจ testo che emerge per numerosi pregi. รˆ la genesi di un incontro, quello con la scrittura poetica, figlia di un senso di diversitร  e di inevitabile solitudine al cospetto di un microcosmo rappresentativo della societร : “la scuola, i suoi figli e le madri - / stretti insieme come conchiglie nella mano innocente e maldestra di un bambino”. Il verso, a tratti lungo, ben si adatta a questo ritmo di narrazione e introspezione, in cui la voce che dice “io” ci accompagna con delicatezza in un mondo interiore meritevole di scoperta. Le immagini sono tutt’altro che scontate; si pensi al bell’incipit: “Ricordo che mi sentivo stretto nella mia aula / quasi fosse un cuore di nodi gordiani / con i quali definirmi secondo una coniugazione che non era la mia”. Fa capolino, come si diceva, il verso lungo, che, non a caso, smorza la musica dei primi due versi e ci consegna alla prosa della quotidianitร : l’incomunicabilitร , il senso di inappartenenza ai canoni e ai modelli che il conformismo impone. Nel prosieguo affiorano simboli antropologici e cristiani quale l’agnello (vessillifero del motivo del ฯ†ฮฑฯฮผฮฑฮบฯŒฯ‚), sostenuti dalla tensione azzurra verso l’infinito, in un testo che rifugge la banale retorica e si segnala per nitore del linguaggio e intensitร  espressiva.”

Gianni Antonio Palumbo.


Chi conosce la mia poesia, sa che i miei versi sono accompagnati spesso e volentieri da note nelle quali mi preme e mi piace condividere specifiche coordinate sul fatto o sul personaggio storico di cui i versi parlano, anche perchรฉ si tratta in molti casi di fatti e personaggi che non sono conosciuti o ricordati in Italia. Fatta questa premessa, รจ importante raccontare che la poesia premiata รจ stata ispirata da un’opera teatrale dal titolo “Il nodo”, in cui si affrontano temi piรน attuali che mai come la scuola, il bullismo e il suicidio. Si tratta di una piรจce talmente cruda – nella rappresentazione e nella cadenza – che ho dovuto vederla due volte prima di essere nella condizione di accogliere, pensare, mandare giรน e infine scrivere la mia versione della storia.


Il Premio della Critica da noi istituito porta il nome di una scrittrice e operatrice culturale che sicuramente hai conosciuto: Gabriella Valera Gruber, presidente dell'Associazione culturale triestina "Poesia & Solidarietร ". Quanto conta per te aver ricevuto un riconoscimento a lei dedicato?

Ho avuto il piacere di incontrare una sola volta, all’inizio della mia carriera, intorno al 2010, Gabriella Valera Gruber. E il mio ricordo รจ necessariamente legato alla cittร  di Trieste, che all’epoca visitavo per la prima volta e di cui mi innamoravo perdutamente a prima vista. Una cittร  che – come ho detto spesso negli anni – ha il mio stesso respiro. E vedermi assegnato questo riconoscimento รจ stato, per me, una emozione difficile da tradurre in parole, soprattutto perchรฉ mi ha colto di sorpresa e le sorprese non si realizzano mai fino in fondo, ci lasciano spesso in uno spazio simile al dormiveglia. Tuttavia chi mi conosce, sa che ogni premio che i miei versi ottengono รจ, per me, il primo: infatti non riesco a dare per scontato che una poesia piacerร , e non ho l’abitudine al successo.


Ringraziandoti per la disponibilitร , vorremmo concludere chiedendoti di svelarci il sogno non ancora realizzato a cui piรน tieni.

Ho un solo sogno che vorrei realizzare – una famiglia.


Con l'augurio che il tuo sogno si possa realizzare quanto prima, saluto te e i tuoi affezionati lettori.

Assunta Spedicato.


martedรฌ 16 gennaio 2024

III Premio letterario "Lo Spirito del Natale", le classifiche poetiche

La sera del 15 gennaio 2024, in diretta streamYard su Facebook, si รจ svolta la cerimonia di proclamazione dei Vincitori del Premio letterario "Lo Spirito del Natale", III Edizione.

L'iniziativa รจ stata promossa da LA CASA DEL MENESTRELLO (nella persona del poeta scrittore Domenico Faniello) in collaborazione con l'ASSOCIAZIONE CULTURALE MATERA POESIA 1995


REGOLAMENTO disponibile al seguente LINK


Per le Sezioni poetiche (la A a tema "Lo Spirito del Natale" e la Sezione D a tema libero), la GIURIA, presieduta da Alessandra Prospero, era composta da: Roberta Placida, Assunta Spedicato, Federico Del Monaco e Stefano Baldinu.

VINCITORI SEZIONE A

1° Premio a Elisabetta Liberatore con Come il mondo (ricordi Natalizi)

Motivazione a cura di Roberta Placida
La poesia, delicata e struggente, trasporta il lettore nella fiaba del Natale visto con gli occhi di bambina: tutto appare piรน grande - “la bambola alta come il mondo”, “l’albero piรน alto del mondo” - e il tempo sembra sospeso “nel gioco interminato di piccoli”. L’autrice interpreta lo spirito del Natale con i sentimenti della nostalgia e della malinconia che pervadono l’intera lirica e che si declinano in immagini raccolte tra i labirinti della memoria e del sogno.

2° Premio a Graziella Di Bella con Cosa ne sa la mia stella di Natale

Motivazione a cura di Federico Del Monaco
Il ricordo nel rimpianto di giorni perduti ci rammenta di vivere nel presente, traendo dal nostro vissuto tutta la felicitร  possibile. Quando la tristezza prenderร  posto a tavola porterร  momenti difficili perfino da comprendere pienamente. Componimento intenso e originale nell’esprimere l’incapacitร  dell’accettazione attraverso il mancato dialogo con la materia. Le consuetudini sopravvivono in nuove lacrime. La fotografia di un dolore non ancora superato.

3° Premio a Carmen Venturella con Dopo la mezzanotte

Motivazione a cura di Stefano Baldinu
In questo testo ben strutturato e suggestivo la poeta Carmen Venturella si รจ data il compito di dare una risposta ad un quesito che ad ognuno di noi almeno una volta si รจ posto: che cosa accade dopo lo scoccare della mezzanotte e il tempo di avvento lascia il posto a quello di Natale? Pare, allora, di osservare l’autrice invitarci a seguirla al di lร  di una ipotetica porta a scoprire cosa si celi dietro il mistero del Verbo fatto carne, dell’inverno che ha sostituito l’autunno prendendo possesso della natura. La poeta, grazie ad un dettato che si conserva sicuro dall’inizio alla fine, constata che se in realtร  pare non si siano verificati cambiamenti apparenti, “il bimbo รจ ancora bimbo/fra le braccia della madre”, qualcosa รจ mutato, “Palpiti di sogni/prendono forma/nelle anime in pena” o “la gente si incammina lenta/verso le case/e i presepi in attesa”, ovvero una rinnovata speranza che faccia allontanare la croce, il dolore e le violenze, incarnata da una giovane, timida luna postasi, quasi in sostituzione della stella cometa, a guida e richiamo ad una umanitร  dispersa in ogni angolo del mondo a riunirsi. Di pregio la chiusa dove il distico risuona come un monito ad ognuno a non lasciare che una speranza rimanga solo tale, ma divenga piena e compiuta certezza.

 

VINCITORI SEZIONE D

1° Premio a Claudia Palombi con Antica sete

Motivazione a cura di Alessandra Prospero
La perdita narrata su preziosa metafora di filigrana, la stessa che ricopre le membra che un dรฌ ci accudirono e ci sostennero. Il tempo che passa inesorabile cambia inevitabilmente anche le fattezze del volto piรน amato, il quale, nel suo incedere verso il Passaggio, diviene specchio, premonizione e sempiterno rimpianto. Deflagrante nella sua compostezza, e per questo struggente, la strofa pentastica iniziale รจ il fulcro del componimento che, in un insospettabile e quasi accennato ribaltamento concettuale, nella perdita dell’archetipo ci offre una chiusa che inneggia alla vita che primigenia ci originรฒ. Perchรฉ, se รจ vero che “Il tempo passa senza chiedere scusa”, come affermรฒ il disegnatore giapponese di manga Jirล Taniguchi, รจ addirittura imprescindibile che chi ci ha preceduto รจ il greco sรชma, "segno" che, come la semantica, dร  un significato al nostro andare nel mondo, anche quando non c’รจ piรน chi fu sorgente vitale.

2° Premio a Grazia Dottore con Bacio la mia terra

Motivazione a cura di Stefano Baldinu
Sono versi forgiati nel dolore e nello struggimento quelli della poesia di Grazia Dottore. La poeta dimostra di aver raggiunto piena consapevolezza e maestria nell’utilizzo degli strumenti poetici e umani e una maturitร  tale da permetterle di restituirci intatto tutto il dramma di chi subisce la violenza della guerra ed รจ costretto a lasciare, per poco tempo o, forse, per sempre, il proprio Paese natio. Grazia Dottore riesce a farsi della stessa sostanza del protagonista il quale un istante prima di varcare la frontiera della Nazione che lo accoglierร  si volta idealmente indietro e rivede, in rapida sequenza, tutto l’orrore, la violenza e lo scempio causati dalla guerra e con un dolore composto, ma allo stesso tempo lancinante, intona un doloroso canto di addio paragonabile, pur in un ambito differente, solo al celebre “Addio monti…” pronunciato da Lucia nel capolavoro manzoniano dei “Promessi Sposi”.

3° Premio a Elisabetta Biondi Della Sdriscia con Ombre

Motivazione a cura di Assunta Spedicato
In “Ombre” si osservano due distinte proiezioni: la prima implica lo sguardo verso l’esterno, verso l’altro uguale e differente da sรฉ; la seconda, invece, volge all’interno, a raccogliere sfumature nascoste. In entrambe si palesa un’ombra, una figura dal duplice significato la cui scelta evidenzia, insieme ad altri particolari stilistici, le notevoli qualitร  espressive dell’autrice. Per un verso lei, idealmente attratta da frammenti sconosciuti di altre vite, si identifica nell’ombra notturna frutto di luce artificiale, per l’altro, l’ombra รจ intesa come un velo impalpabile di tristezza o di malinconia che per pochi istanti cala nell’animo dell’osservatore a opacizzare la luce interiore. Sotto osservazione, con l’ausilio di luci ed ombre, รจ l’ineluttabilitร  del tempo. Un tema ricorrente che l’autrice affronta con un linguaggio nitido, e senza mai scadere nel lamento. Aspetti che facendo leva sulle consapevolezze acquisite, restituiscono un agile cambio di prospettiva con significativi spunti di riflessione.

 

La registrazione della puntata รจ disponibile QUI


giovedรฌ 21 dicembre 2023

Intervista a Tiziana Monari, 1° Premio Sezione Poesia al XVIII Premio letterario NCC

 a cura di Assunta Spedicato



Chiunque provi a digitare il suo nome in rete potrร  facilmente verificare che Tiziana Monari รจ un’autrice molto apprezzata, soprattutto nell’ambiente dei premi letterari. Lungo รจ infatti l’elenco dei riconoscimenti da lei conseguiti nell’arco di circa 16 anni di attivitร  come scrittrice. Ma di Tiziana, oltre al fatto che รจ nata a Monghidoro e che attualmente vive e lavora a Prato, in realtร  si sa ben poco.

Come hai scritto, sono nata a Monghidoro, un piccolo paese sull’Appennino tosco emiliano. Quando avevo quattro anni i miei genitori si sono trasferiti a Prato, io perรฒ ho trascorso ancora lunghi periodi di tempo insieme ai nonni nella quiete della montagna. Ho seguito studi umanistici letterari per poi sposarmi giovanissima con Roberto che da tantissimi anni รจ il mio compagno di vita insieme a due cani (Derek e Scilla) e ad un gatto (Emilio). Mi piace viaggiare (ho visitato 76 stati del mondo), leggere, amo immensamente gli animali e sono vegetariana quasi vegana.


Da ragazzina, quali erano i tuoi sogni?, e la scrittura, quando hai capito che avrebbe fatto parte della tua vita?

Non avevo grandi sogni, il piรน grande era quello di scappare dalla cittร  alla fine della scuola per tornare in quella montagna che abitava lo spazio infinito del mio cuore. Durante l’estate leggevo libri su libri, mi immergevo nelle storie creando un mondo parallelo a quello reale, allargavo i miei orizzonti appagandomi con la ricchezza della lettura. Che la scrittura avrebbe fatto parte della mia vita l’ho scoperto molti anni dopo durante un viaggio in Perรน. Ho scritto un articolo sulle bellezze di questo paese in prosa poetica che poi ha vinto un concorso su una rivista di viaggi. L’anno dopo sono andata a Cuba e anche lรฌ ho messo su carta le sensazioni di quella terra. Al rientro a casa ho spedito tutto ad un altro concorso classificandomi al primo posto con una silloge di poesie. Cosรฌ รจ nato il mio primo libro “Il cielo capovolto”.


Attestato con la motivazione per la Poesia premiata



Tiziana, ti va di raccontare un po’ della tua infanzia, che bambina eri?

Ero una bambina solitaria, ho sempre avuto uno scarso interesse per i rapporti sociali e anche da piccola preferivo dedicarmi ad attivitร  intime e tranquille. Mi piaceva stare da sola ed estraniarmi dal contesto per concentrarmi sul mio mondo interiore, sui miei pensieri e sulle fantasie. Avevo una mia sicurezza spirituale per cui ero capace di stare da sola senza alcun problema, insieme solo ai miei nonni che mi facevano stare bene con il loro amore incondizionato.


Ho letto di te che ami molto leggere, qual รจ l’autore che per primo e piรน di altri ti ha impressionata?

Sicuramente Camilleri, uno scrittore che sapeva essere popolare ed intellettuale insieme. Un uomo che รจ sempre riuscito con i suoi racconti a mettere in risalto i fatti e le figurine ridicole che hanno invaso il nostro paese intrattenendoci brillantemente e nello stesso tempo denunciando gli scandali che stavamo vivendo. E’ riuscito a sedurci con personaggi comuni e con una Sicilia tra cartolina e caricatura. Un narratore capace che sapeva creare storie avvincenti che conquistavano il pubblico facendogli dimenticare il tempo del presente per proiettarlo nel tempo e nello spazio della storia.




I tuoi versi, che ho avuto il piacere di apprezzare, sono dei veri e propri viaggi emotivi, sono ricchi di immagini che sanno esprimere luoghi e situazioni. Qual รจ la scintilla che ti spinge a intraprendere quei viaggi?

La scintilla che mi porta a viaggiare nel mio inconscio รจ il dolore. Nel tempo nella mia vita si sono accumulati tanti momenti difficili, che ho vissuto in compagnia del dolore e del silenzio.

La poesia mi ha dato la capacitร  di vedere attraverso questi dolori, come se la loro funzione avesse uno scopo, uno scopo che andava al di lร  delle mie possibilitร  del momento ma che mi riguardava in una maniera molto profonda. I dolori che non potevo condividere con altri, li ho condivisi con la poesia, che รจ riuscita a collegare la mia mente con il mio cuore attingendo risorse da una parte del mio mondo interiore in gran parte inesplorato. Quella sensibilitร  che molti attribuiscono alla mia poesia non รจ altro che una visione della vita dolorosa, vista con gli occhi di una donna che ha sofferto e sta soffrendo molto.

Quale aggettivo affiancheresti alla parola sensibilitร  per meglio definire la tua?

Direi sensibilitร  innata e dolorosa.

 

Nella scala dei valori, a quale riserveresti il gradino piรน alto?

Alla compassione ed al rispetto per gli animali. Sono stanca di questo mondo omologato, irreggimentato, valutato esclusivamente sul criterio della vendita e del consumo. Un mondo che ha come unico orizzonte la materia e il profitto e che impone ai suoi abitanti, in maniera subdola, la totale anestesia del cuore. Sono stanca del randagismo, degli orrori della vivisezione, della sofferenza degli animali selvatici nei circhi, della crudele follia degli allevamenti intensivi. Gli animali sono creature fragili e indifese e i crimini contro di loro mi disgustano per la sproporzione del potere tra la vittima ed il carnefice. Credo che una cultura in cui si sviluppano forme di violenza contro gli animali abbia come riferimento un modello di vita basato sulla prevaricazione, sull’aggressivitร  sistematica, sul disprezzo per le ragioni dei piรน deboli. E una societร  che trova nella sofferenza un significato ad un’esistenza vuota e noiosa รจ una societร  senza valore, senza rispetto per la vita.


Ami molto leggere e viaggiare, c’รจ altro a cui ti dedichi?

Guardo le serie noir in tv (sono una grande appassionata di gialli), leggo fumetti (Topolino, i Peanuts, Lupo Aberto e Julia e coccolo (almeno una mezz’ora ogni sera) i miei cani ed il mio gatto.

A cosa stai lavorando attualmente? Hai mai pensato di scrivere per il Teatro?

Ho finito adesso due sillogi di poesie che sono state date da pochissimo alle stampe. Prenderรฒ un periodo di pausa almeno fino all’anno nuovo, poi comincerรฒ a pensare a qualche nuovo progetto. Mi piacerebbe tantissimo scrivere un libro giallo, o magari anche un testo teatrale (cosa che non ho mai fatto)…chissร …





domenica 17 dicembre 2023

Cerimonia di premiazione del III Premio nazionale di Poesia "Alessandro Fariello – Sulle ali della libertร "

Venerdรฌ 15 dicembre 2023, presso il Castello Normanno-Svevo di Sannicandro di Bari, alla presenza di un attento e nutrito pubblico, si รจ svolta la cerimonia conclusiva del Premio di Poesia ideato dal dott. Vito Plantamura per ricordare Alessandro Fariello, giovane affetto da SMA recentemente scomparso, a sua volta poeta e autore di diverse raccolte.

Bando reperibile al seguente LINK

Il tema proposto per la Sezione Senior รจ stato il seguente: “LA STAZIONE - UN IMMAGINARIO EVOCATIVO”


Nella foto la conduttrice Chiara Longo e l'ideatore dell'iniziativa Vito Plantamura


All'invito rivoltomi a partecipare al concorso ho risposto con piacere, presentando un componimento rispondente al tema proposto e dedicato proprio ad Alessandro.

La Giuria composta da MARIO SICOLO (Presidente), CHIARA CANNITO (Scrittrice e manager culturale), LUISA DI FRANCESCO (Scrittrice e poetessa, giร  vincitrice del 1° Premio alla seconda edizione), ROSSELLA GIUGLIANO (Attrice, regista), NICOLA LAVACCA (Giornalista di Avvenire e Famiglia Cristiana), VITO PLANTAMURA (Docente, Presidente Associazione Angeli senza Frontiere) e HAFEZ HAIDAR (International President), ha ritenuto assegnare il 2° Premio al mio testo, intitolato VIAGGIO IN-DIRETTO (al poeta guerriero),

Ringrazio la Giuria, gli organizzatori e i genitori di Alessandro, persone speciali che ho avuto il piacere di conoscere durante la serata.





Targa e Opera d'Arte gentilmente offerta dalla scultrice Lucia Schiavone

venerdรฌ 8 dicembre 2023

Intervista a Michela Buonagura, 1° Premio Sezione Racconto al XVIII Premio letterario NCC



a cura di Assunta Spedicato

Michela Buonagura, il suo nome non ci รจ nuovo. Anche qui, come nella precedente intervista, ritroviamo un’autrice giร  premiata in due delle passate edizioni del Premio letterario, in quanto distintasi per contenuti e stile narrativo.

In “Voglio di piรน”, il racconto vincitore del Primo Premio nell’edizione appena conclusa, lei torna a regalarci una storia declinata al passato che mette al centro una figura femminile umile per condizione ma al tempo stesso potente nello spirito. Sembra quasi che lei, attraverso la scrittura, voglia ridare credito a quell’immagine di donna a lungo sminuita dalle convenzioni. Se รจ cosรฌ, da quale episodio o momento della sua vita รจ scaturita dirompente questa sua premura? Si racconti.

- La figura femminile che in un modo o nell’altro lotta per riscattarsi รจ ricorrente nei miei scritti, sia in prosa che in versi. Nasce da un vissuto politico che affonda le radici nella mia gioventรน, che mi ha vista sempre impegnata nella lotta per la conquista e la difesa dei diritti delle donne, contro le discriminazioni di genere che purtroppo persistono, fissate in modi di dire e stereotipi diffusi da tanta pubblicitร , e finanche nelle opere artistiche. Sono storie che aspirano alla quotidianitร , al vero, che narro cercando di immedesimarmi nel vissuto delle protagoniste, seguendone la parabola del cambiamento e della crescita.


Di recente ha dato alla luce una raccolta di racconti dal titolo “Conto i passi” – Storie di disamore. Chi sono le protagoniste dei suoi racconti? Ci parli della sua creatura.

- Il mio libro Conto i passi rappresenta un punto di partenza, ma anche di sintesi di un'esperienza piรน che decennale, che mi ha vista impegnata, attraverso eventi, convegni, flash mob contro il fenomeno della violenza sulle donne. Infatti il titolo Conto i passi nasce da un testo poetico presente nella raccolta Viaggiamo fuori rotta, pubblicato qualche anno fa, e ha per sottotitolo Storie di disamore, col fine di denunciare quello che molto spesso, piรน di quanto si creda, viene chiamato amore, ma ne รจ in realtร  la sua falsificazione. Ma nasce anche da un episodio specifico che rappresenta l’eccezionalitร  nella prossimitร . Accadono fatti atroci che ascoltiamo in televisione, leggiamo sui giornali, proviamo orrore, pena, poi ce ne dimentichiamo. Pensiamo sempre che possa accadere altrove, che possa accadere agli altri, come se gli altri fossero esseri senza fisicitร , non li mettiamo a fuoco, sono indistinti. Poi succede nel tuo paese o in un paese vicino. Ne resti sconvolta. Senti la necessitร  di capire, di coglierne il senso, se c’รจ un senso. La scrittura ti apre la porta, ti permette di entrare in empatia con i sentimenti degli altri, di soffermarti sulle parole, sui gesti, sui pensieri. Su queste pagine ho attraversato le vite di donne martoriate, mogli, madri, figlie. Ho accompagnato lungo un percorso doloroso bambine violate, ragazze tradite, ferite nella loro ingenuitร  e fiducia verso gli uomini. Dalla lettura dei 29 monologhi viene fuori una fragile psicologia femminile, fatta di insicurezze, di disistima di sรฉ, di ingenua spavalderia, di un amore incondizionato che porta alcune donne all’annullamento e altre a dimostrare tutto il coraggio di cui sono capaci nel riprendere in mano la loro vita.
Attraverso il racconto delle loro esperienze, si definisce una casistica della violenza di genere, legata ad ambienti e contesti disparati, in cui il maltrattamento e la coercizione appaiono come disvalori trasversali di uomini che non hanno piรน nulla di umano. Quindi, parlo anche di uomini, non solo di donne. Si parla sempre delle vittime, poco dei carnefici. E invece bisogna mostrarne i volti, dire i loro nomi piรน delle vittime, il fenomeno andava esplorato anche da questo lato. La violenza di genere รจ strettamente connessa alla cultura patriarcale, viene esercitata da uomini dalla mentalitร  maschilista, uomini normali, come ne conosciamo tanti, che non vogliono essere detronizzati, che considerano la donna un oggetto di loro proprietร , vogliono deciderne la vita e quando questo non รจ possibile, usano la violenza in tutti i modi possibili e con tutti i mezzi. Sono fidanzati, mariti, compagni, o semplicemente degli sconosciuti. Sono maschi che compiono delitti efferati perchรฉ incapaci di accettare un no, รจ finita, non ti amo piรน. Maschi convinti che la donna vada gestita come una proprietร  personale, possesso. Pervasi dalla becera idea che la compagna sia un bell’oggetto da esibire, a volte per status, riflesso di un modo di pensare che non ha nulla a che vedere con l’essere uomo. Nel mio libro gli aguzzini si esprimono con un linguaggio maschio che cerca consenso, giustifica l’azione commessa, utilizza stereotipi che appartengono a una visione maschiocentrica dei rapporti umani, ottusi e brutali nell'affermazione della loro virilitร , capaci di feroci menzogne pur di prevaricare e dominare. Urgeva sottolineare, affinchรฉ fosse messa in luce la necessitร  di agire su questo modo di pensare e di comportarsi. Non รจ stato facile penetrare anche nella profonditร  di queste nature fredde e volgari, strapparne le viscere, svelarne gli inganni, ma credo che l'opera di un'artista debba avere uno sguardo sul mondo lucido e a volte spietato, uno sguardo che non ha paura, che non si offusca, che non indugia nella commiserazione. L'opera di un'artista non deve aspettarsi il consenso facile, l'accettazione incondizionata, deve essere disturbante, urlare in faccia il torto, il male che si annida nella quotidianitร  di una stanza apparentemente calda e accogliente, dai colori vivaci e accesi, magari di un rosso brillante e di materia grigia. I monologhi esprimono una varietร  di sentimenti con parole amare, sussurri, singhiozzi, urla disperate che si levano dolenti come da un inferno dantesco. E per farlo utilizzo tecniche narrative non facili, a partire dal monologo interiore e il flusso di coscienza, imponendo alla materia un senso di straniamento.


Al termine di una gratificante carriera come docente di Lettere, in che modo ha riorganizzato il suo tempo?

- Seneca, nel suo trattato "De Brevitate Vitae", sosteneva che un giovane che avesse condotto la propria vita con virtรน avrebbe vissuto appieno, a differenza di un anziano abituato al lusso. Personalmente, non ho dovuto riorganizzare la mia vita, poichรฉ ho sempre vissuto immersa nella letteratura, nella scrittura e nei rapporti umani. Nonostante la conclusione della mia carriera di insegnante, continuo a coltivare preziosi legami educativi. Partecipo a convegni, eventi, contribuisco alla progettazione e realizzazione di progetti nell’associazione Gruppo Archeologico Terra di Palma, nel quale sono anche responsabile della biblioteca.


Il ruolo di educatore richiede una prontezza nel dare e nel ricevere. Quanto le manca la scuola? 

- La scuola mi manca per la gioia di contribuire alla formazione e per i legami significativi con gli studenti, ma fortunatamente con tanti il rapporto continua. Mi parlano dei loro sogni, delle difficoltร , dei successi universitari. In questo dare e avere ricevo tanta ricchezza, sono giovane insieme a loro, non resto indietro. Mi reputo fortunata.



Se seduti ai banchi di fronte a lei ci fossero i ragazzi degli anni ’80, quale argomento tratterebbe per loro?

- Se mi trovassi di fronte ai ragazzi degli anni '80, affronterei gli stereotipi di genere radicati in quel periodo, incoraggiando una mentalitร  piรน inclusiva e consapevole. La discussione mirerebbe a sensibilizzare sulla necessitร  di promuovere l'uguaglianza di genere, contribuendo cosรฌ a plasmare una societร  piรน equa e rispettosa. Ma piรน che ai giovani degli anni ’80, preferirei parlare ancora ai giovani del nostro tempo, che vedo piรน difficile e complicato. I giovani degli anni ’80 conoscevano la lotta attiva, reale, da esprimere nelle piazze, il dibattito e il confronto nei collettivi, oggi la protesta contro i mali della societร  sembra esaurirsi dietro una tastiera, spesso vissuta in solitudine, in un tempo svalutato, che passa inesorabile lasciando poche tracce concrete e costruttive. Rispetto ai giovani del passato quelli odierni hanno tante opportunitร , possibilitร  di conoscenza, alcuni sono preparatissimi, tanti vivono in solitudine, dipendenti dai nuovi media.


C’รจ un sogno relegato in fondo al cassetto che segretamente aspira a realizzare?

- Sรฌ, vorrei completare il romanzo che ho avviato, ma i tanti impegni me ne allontanano. Spero di farcela.

lunedรฌ 4 dicembre 2023

Intervista a Patrizia Ercole, 1° Premio Sezione Testo Teatrale al XVIII Premio letterario NCC

a cura di Assunta Spedicato


Patrizia Ercole, abbiamo giร  avuto modo, nella scorsa edizione del Premio letterario, di apprezzare e premiare la sua scrittura: un monologo su Vivian Maier dal titolo “Il mio posto nel mondo”. Anche nell’edizione appena conclusa lei ha presentato un monologo, confermando la sua predilezione per la scrittura teatrale, intitolato “Lisetta Carmi fotografa, la mia seconda vita”, testo premiato al 1° posto per la Sezione Teatro. รˆ evidente come le protagoniste di entrambi i lavori abbiano in comune l’essere fotografe, la prima per passione, la seconda per professione. E per lei, invece, cos’รจ la fotografia?

- La fotografia per me รจ stata una grande passione che si รจ trasformata per un periodo della mia vita in professione. Per due anni ho studiato al Riccardo Bauer di Milano la tecnica e la storia della fotografia ottenendo la qualifica di fotografa. Mi sono specializzata nella fotografia ritrattistica in bianco e nero. Come per Lisetta Carmi รจ stata la mia seconda vita, prima ho lavorato come attrice a Genova, mia cittร  d’adozione, dove mi sono diplomata alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile. Le due professionalitร  si sono incrociate per caso. Stavo lavorando come assistente alla regia quando il fotografo di scena non si รจ presentato e il regista mi ha chiesto di fotografare lo spettacolo e di selezionare le foto da inviare con i comunicati stampa. Mi sono fatta imprestare una reflex e ho imparato a caricare i rullini. Quelle foto fecero scalpore nel piccolo ambiente teatrale che frequentavo e mi ritrovai ad essere molto richiesta dai giovani attori bisognosi di un portfolio. Cosรฌ quelle prime foto sono diventate le mie credenziali per essere ammessa alla scuola di Milano che mi ha dato gli strumenti per comprendere questa arte straordinaria.


รˆ stata la sua passione per la fotografia a darle l’input per scrivere di Vivian e Lisetta, due donne cosรฌ diverse tra loro? Inoltre ci dica se durante il lavoro di ricerca per la stesura dei testi รจ riuscita a capire se loro due avessero altro in comune, oltre alla fotografia.

- Sicuramente la mia passione per la fotografia รจ stata la prima motivazione per scrivere su Vivian e Lisetta. Oggi, che posso guardare con un certo distacco i miei monologhi, mi rendo conto che l’altro motivo rilevante che mi ha spinta a studiare approfonditamente le figure di queste due donne รจ la grande forza di carattere. E qui ha ben ha colto la motivazione del premio sul monologo di Lisetta Carmi che scrive: «Una sinfonia di situazioni di vita vissuta da Lisetta Carmi in un viaggio a vele spiegate. In pratica un cammino lungo e meraviglioso, a tratti anche inquietante dove emerge l'animo sensibile, forte, determinato e attento, anche, alla condizione femminile della protagonista. Che non sia, anche, quello dell'autrice?»
Direi che condivido con loro la determinazione. E i due ritratti si sovrappongono non solo per il fatto di essere fotografe ma anche donne forti, al di fuori dei ruoli imposti dalla societร , e con una sensibilitร  che mi emoziona ogni volta che guardo i loro scatti.


Formazione e passioni, ci dia gli elementi per mettere a fuoco la sua immagine.

- Ho sempre avuto un unico desiderio: studiare e imparare cose nuove. La passione ha sempre tenuto per mano la mia formazione, รจ stata la guida che mi ha portato a ricominciare da capo tante volte nella vita ma sempre con un grande entusiasmo.
Ho fatto tanti lavori diversi che mi hanno arricchito umanamente. Un’esperienza che mi ha molto segnata sono stati i tre anni di volontariato internazionale nelle favelas di San Paolo in Brasile dove ho operato come educatrice per una ONG. La mia prima fiaba “Il canto della pioggia” รจ ambientata in favela e riporta quell’esperienza, quel mondo dove i bambini sono felici di niente. Come faccio dire a Lisetta Carmi che ha condiviso esperienze analoghe: «I bambini piรน sfortunati ridono molto di piรน dei bambini ricchi, sono molto piรน allegri e liberi, fanno quello che vogliono, non sono chiusi in casa come gli altri.»


In una sua biografia reperibile in rete, lei si definisce attrice, regista e insegnante. Come mai in quest’ordine, vuol dirci che รจ approdata per prima all’attivitร  di attrice e regista e solo in seguito a quella di insegnante?

- Esattamente. Sono stata prima attrice e poi regista-pedagoga. I miei studi universitari in Pedagogia, uniti alle mie esperienze professionali, mi hanno permesso di utilizzare il teatro come strumento di formazione umana poichรฉ pone al centro la dignitร  e l’autonomia della persona aiutandola a realizzarsi come individuo e come soggetto sociale. Penso che il teatro possa diventare, tra le tante possibili, un’esperienza assai preziosa per la crescita e la formazione permanente della persona. Il teatro รจ la mia grande passione. Imparo ogni giorno dai miei allievi all’interno di questo gioco millenario che svela l’umanitร  di ognuno di noi.


Da insegnante, come รจ riuscita a trasmettere l’amore per il teatro e la scrittura ai suoi alunni?

- Ho messo in pratica quanto espresso in sintesi da Jean Lรฉon Jaurรจs: “Non si insegna quello che si sa o quello che si crede di sapere: si insegna e si puรฒ insegnare solo quello che si รจ.” Ha funzionato!
Negli anni ho visto ex allievi fondare compagnie teatrali, diventare premiati drammaturghi.
Penso che insegnare รจ un esercizio di immortalitร . In qualche forma continuiamo a vivere in coloro i cui occhi appresero a vedere il mondo per la magia della nostra parola. L’insegnante, cosรฌ, non muore mai.


A quale tra le opere da lei portate in scena รจ piรน legata?

- A “Morte di un commesso viaggiatore” di Arthur Miller dove ho iniziato la mia carriera professionale di attrice, diretta da Giulio Bosetti, che giovanissima mi ha permesso di conoscere gli splendidi teatri presenti sulla nostra penisola. Come regista sono legata all’opera per ragazzi “Il malafiato” di Roberto Piumini con la musica di Andrea Basevi. Quest’opera prodotta dalla Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova mi ha permesso di lavorare con giovanissimi interpreti che hanno donato la loro professionalitร  ed entusiasmo realizzando un allestimento bellissimo. Sono di parte e quindi non aggiungo altro.


Attualmente a cosa sta lavorando?

- Sto rispolverando i copioni teatrali scritti negli ultimi trent’anni, in particolare di teatro ragazzi, per renderli disponibili alle nuove generazioni.
E in un cassetto della scrivania sto accumulando brevi racconti che nascono ispirati… da una fotografia!



giovedรฌ 30 novembre 2023

Concorso di poesia “Sulle ali della Libertร  – Alessandro Fariello”, evento conclusivo della III edizione

 


Si svolgerร  a Sannicandro di Bari venerdรฌ 15 dicembre 2003, alle ore 18, presso il Castello Normanno-Svevo di Sannicandro di Bari (Ba) l'evento conclusivo della III edizione del Premio di poesia “Sulle ali della Libertร  – Alessandro Fariello”.

Nel corso della serata verranno decretate le poesie vincitrici per le due sezioni del Premio: Senior e Junior. Per la prima sezione, gli autori sono stati invitati a comporre un testo aderente al seguente tema “LA STAZIONE, UN IMMAGINARIO EVOCATIVO”. Mentre, “L’AMICIZIA” รจ stato il tema proposto per la sezione Junior.

Molte sono state le amministrazioni comunali ed altrettante associazioni che hanno dato il proprio patrocinio gratuito. Invece, fra i media partner si annoverano le prestigiose testate come La Gazzetta del Mezzogiorno, DaBitonto e Teledehon.

"Il Premio รจ dedicato ad Alessandro Fariello, meglio noto come il "poeta guerriero", ragazzo affetto da SMA venuto a mancare due anni fa.
Socio onorario dell’Associazione organizzatrice del concorso, Alessandro era un poeta che esprimeva la voglia di vivere e un forte senso di altruismo, sia nella scrittura quanto nel quotidiano. Per tali motivi, ci รจ sembrato giusto celebrarne la memoria con l'istituzione di un premio di poesia che porta il suo nome.

Altresรฌ il premio letterario vuole essere un mezzo efficace per promuovere la cultura, intesa come un bene comune di grande ricchezza e complessitร , che va tutelato e potenziato". Cosรฌ scrive il Presidente dell’Associazione Vito Plantamura, ingegnere e docente, che ha incarnato questo sogno.

Qualificata la giuria che ha premiato i numerosi componimenti (142), giunti da tutta la penisola italica, presieduta dal prof. Mario Sicolo, docente, saggista e Direttore del mensile DaBitonto. Gli altri membri sono: Nicola Lavacca, giornalista professionista che scrive per numerose testate giornalistiche di livello nazionale quali Famiglia Cristiana, Avvenire e Gazzetta dello Sport; Rossella Giugliano, attrice e regista; Chiara Cannito, docente e manager culturale; Luisa Di Francesco, docente di Lettere, vincitrice del primo posto nella II edizione di codesto premio e di molteplici altri concorsi letterari.

International President del concorso รจ il prof. Cav. Hafez Haider, docente, scrittore, traduttore, libanese naturalizzato italiano. Il suo nome รจ inserito nel Dizionario comparato delle religioni monoteistiche. Insignito di vari premi, รจ tra i principali curatori e traduttori in italiano dell'opera di Khalil Gibran. Inoltre รจ Accademico emerito e presidente di diversi comitati per i diritti umani, Direttore generale internazionale della Camerata dei Poeti di Firenze, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana per il dialogo tra Oriente e Occidente, Candidato al Nobel per la Pace nel 2017 e per la Letteratura nel 2019.

Presenzieranno all'evento i genitori del poeta, non meno guerrieri di lui, grandi nel portare avanti la memoria del figlio, e Costanza Ducci vincitrice del primo posto nella I edizione.

La valente Chiara Longo condurrร  la serata.